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Covid, cosa sappiamo davvero della variante Kp3?. Picco di nuovi contagi anche in Italia



La pandemia da COVID–19 non è ancora un ricordo relegato al passato. Il timore è che potrebbe non esserlo per lungo tempo. Da una parte all’altra del mondo, Italia inclusa, le infezioni aumentano e calano a seconda dei periodi e delle stagioni, anche se queste piccole ondate preoccupano molto meno rispetto al passato.


Con la continua circolazione del virus proseguono anche le sue mutazioni e periodicamente sono tante le nuove varianti che vengono identificate. Nelle ultime settimane è emersa con insistenza a partire dagli Stati Uniti la variante Kp3. Cosa sappiamo finora?


I dati ufficiali delle autorità sanitarie italiane parlano chiaro. Nella settimana compresa tra il 6 e il 12 giugno sono stati registrati 1.802 casi di COVID-19 (+35,6% rispetto alla settimana precedente, ossia dal 30 maggio al 5 giugno) con 17 decessi (+70% rispetto alla settimana precedente) e 304 test positivi al coronavirus registrati in Italia mercoledì 12 giugno, ultimo dato giornaliero disponibile, in aumento del 24,6% rispetto a sette giorni prima.

Secondo l’ultimo monitoraggio COVID-19 del Ministero della Salute la variante JN.1, con tutti i suoi sotto-lignaggi, si conferma predominante. La nuova variante KP3, al momento, non sta destando particolare preoccupazione nel nostro Paese, anche se bisognerà attendere il monitoraggio che sarà diffuso alla fine di giugno e non è detto che la situazione resterà così vista la rapida diffusione delle altre varianti nel corso degli ultimi anni.

Che rischi si corrono se si ha una carenza di Vitamina B12?


LA NUOVA VARIANTE KP3. COSA SAPPIAMO? 

Identificata per la prima volta lo scorso ottobre negli Stati Uniti, la variante KP3 è al momento la più diffusa negli USA, con un’incidenza del 25% sulla totalità dei casi registrati in tutto il territorio statunitense, percentuale destinata ad aumentare vista la velocità con cui sta circolando. Stando a quanto scoperto dai ricercatori, nonostante una diffusione rapida e sintomi simili in tutto e per tutto a quelli causati da altre varianti, la KP3 ricorderebbe la variante Delta del COVID-19, ma non sarebbe altrettanto aggressiva. L’attenzione degli esperti si sta concentrando anche su una sua variante, KP.3.1.1, che si starebbe diffondendo altrettanto velocemente.


SERVE UN NUOVO VACCINO ANTI-COVID? 

La comunità scientifica non ha ancora dato certezze sull’efficacia degli attuali vaccini nei confronti della nuova variante. Negli Stati Uniti se ne sta parlando da qualche settimana a proposito della nuova ondata di vaccini che saranno resi disponibili alla popolazione in vista dell’autunno, ma al momento una decisione non è stata presa.

Recentemente l’Agenzia americana del farmaco (FDA) ha stabilito che il nuovo vaccino per l’autunno dovrà essere mirato alla variante KP.2, ma le cose potrebbero cambiare dal momento che questa variante è già stata superata per diffusione dalla nuova KP3 con un 25% contro il 22,5% della Kp2 secondo i dati più recenti delle autorità sanitarie statunitensi.


REDAZIONE AISI

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