UNA RISONANZA “COMPLETAMENTE APERTA” PER OBESITÀ E CLAUSTROFOBIA: ESAMI PIÙ ACCESSIBILI E SENZA SEDAZIONE
- AISI

- 15 gen
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ROMA 15 GENN 2026 - La risonanza magnetica è uno degli esami cardine della diagnostica, ma per molti pazienti resta un passaggio complicato: c’è chi non riesce a completarla per la paura degli spazi chiusi e chi, per limiti fisici, fatica ad accedere alle apparecchiature tradizionali.
Le evidenze cliniche indicano che tra l’1% e il 15% dei pazienti programmati per una risonanza magnetica manifesta reazioni claustrofobiche tali da richiedere sedazione, interrompere l’esame o rinunciarvi. In termini pratici, significa diagnosi rinviate, percorsi frammentati e, in alcuni casi, esami che saltano del tutto.
Il problema è evidente nelle risonanze “chiuse”, ma può emergere anche con le apparecchiature “aperte” tradizionali: la tollerabilità migliora per esami periferici (come ginocchio, piede, gomito o polso), mentre torna critica quando l’indagine riguarda spalla, rachide cervicale, encefalo o tratti della colonna. In questi casi, anche in un sistema “aperto”, la percezione di costrizione può restare alta.
A complicare ulteriormente il quadro c’è un altro dato strutturale: in Italia oltre il 40% degli adulti è in sovrappeso e circa il 10% è obeso. Una parte significativa di questi pazienti incontra limitazioni nell’accesso agli scanner tradizionali, non sempre progettati per accogliere corporature importanti. Con conseguenze immediate: rinvii, esclusioni, tempi più lunghi.
DOC – Diagnostica Obesità e Claustrofobia ha organizzato processi, apparti e struttura per consentire la esecuzione di esami senza ansi, nel massimo comfort.
Il centro di diagnostica per immagini e poliambulatorio con laboratorio analisi DOC è in via Massaciuccoli 91 (Quartiere Trieste), Roma (www.diagnosticaoc.it).
La struttura ha attivato una risonanza magnetica completamente aperta di nuova generazione, ed è la prima e unica installazione nel Centro Italia, pensata per consentire l’esecuzione degli esami a chi cerca massimo comfort ma anche a chi, con le apparecchiature convenzionali, rischia di non riuscire a portare a termine l’indagine.
Niente “effetto tunnel” e meno sensazione di costrizione
La risonanza completamente aperta elimina il cosiddetto “effetto tunnel” tipico degli scanner chiusi e riduce anche quella sensazione di “massa addosso” che alcune risonanze aperte possono comunque generare negli esami di spalla, cervicale, encefalo e colonna. La configurazione è progettata per lasciare il paziente libero: non ci sono pareti né sopra né davanti né dietro la testa, e il contatto visivo con l’ambiente resta costante.
Durante l’esame, il paziente può mantenere una percezione di controllo maggiore, leggere o ascoltare musica. L’obiettivo è concreto: abbassare ansia e reazioni di panico, ridurre i casi di interruzione e limitare il ricorso alla sedazione, con un impatto diretto sulla continuità diagnostica.
Accessibilità anche per pazienti con obesità
Sul fronte dell’obesità, la configurazione consente di esaminare pazienti con peso superiore ai 150 kg, superando uno dei limiti più frequenti delle risonanze tradizionali. Un elemento non solo tecnico, ma di equità: significa evitare che una fascia di popolazione in crescita venga indirizzata verso percorsi più lunghi o alternativi, spesso meno lineari.
Traumi sportivi: diagnostica “in posizione”, come nella vita reale
La risonanza completamente aperta trova applicazione anche nello studio di traumi sportivi e patologie articolari. La possibilità di eseguire l’esame con il paziente seduto, in piedi, sdraiato o in flessione permette di osservare articolazioni, legamenti e muscoli in posizioni funzionali, cioè in quelle posture in cui il dolore o l’instabilità si manifestano davvero.
Per sportivi professionisti e amatoriali è un vantaggio importante: molte lesioni, soprattutto a carico di ginocchia, colonna, spalle e caviglie, possono risultare meno evidenti in posizione supina, ma emergere sotto carico o in determinate posture. L’imaging funzionale consente quindi una lettura più aderente al sintomo.
Una diagnostica più centrata sul paziente
In una sanità che deve confrontarsi con invecchiamento, cronicità e aumento dell’obesità, rendere la risonanza magnetica realmente accessibile non è solo una questione di comfort: significa appropriatezza, sicurezza e tempi di diagnosi più rapidi.
In DOC di via Massaciuccoli, l’organizzazione orientata all’accoglienza dei pazienti più fragili e la tecnologia completamente aperta mirano a ridurre rinvii, fallimenti d’esame e ricorso alla sedazione, migliorando la qualità dell’esperienza e la continuità dei percorsi diagnostici.
REDAZIONE AISI



