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Sanità privata, scontro sui contratti: stop ai rinvii, il 17 aprile sarà ufficialmente mobilitazione nazionale

  • Immagine del redattore: AISI
    AISI
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La trattativa per il rinnovo dei contratti della sanità privata resta bloccata e la mobilitazione viene confermata. Dopo un nuovo confronto al Ministero della Salute, viene riconosciuto il tentativo di mediazione istituzionale, ma la posizione resta rigida: nessuna disponibilità a ulteriori rinvii dopo anni di attesa. Il nodo riguarda il mancato rinnovo dei contratti, fermo da 8 anni nel comparto sanitario privato e da 14 anni nelle Rsa.


Un settore in espansione con lavoratori in difficoltà

Al centro della protesta c’è la distanza crescente tra i conti delle strutture e le condizioni economiche del personale. I dati indicano un comparto in forte crescita: nel 2023 il fatturato ha raggiunto 12,02 miliardi di euro, con un aumento del 15,5% rispetto al 2019. La capacità di generare cassa si attesta a 1,1 miliardi, mentre l’utile netto è salito fino a 449 milioni di euro, con una liquidità complessiva vicina a 1,8 miliardi.


Retribuzioni più basse e potere d’acquisto eroso

A fronte di questi numeri, resta aperta la questione salariale. Un infermiere impiegato nella sanità privata percepisce mediamente circa 500 euro in meno al mese rispetto a un collega del pubblico. A questo si aggiunge l’impatto dell’inflazione, che ha ridotto il potere d’acquisto in modo significativo: fino al 22% per chi attende da 8 anni e oltre il 30% nelle Rsa.


Accreditamenti e rinnovi: la richiesta di una svolta

Tra le richieste principali emerge la necessità di legare il sistema degli accreditamenti al rispetto dei contratti. L’obiettivo è chiaro: rendere il rinnovo contrattuale un requisito obbligatorio per operare all’interno del Servizio sanitario nazionale, evitando che il sistema si regga su condizioni economiche penalizzanti per il personale.


Risorse pubbliche e mancato avvio del confronto

La situazione appare ancora più critica alla luce delle risorse recentemente destinate al settore. L’aggiornamento delle tariffe per la riabilitazione ospedaliera, con un incremento del 14%, ha rafforzato il ruolo delle strutture accreditate, senza però tradursi nell’apertura di un tavolo negoziale. Ad oggi il confronto contrattuale non risulta avviato, alimentando ulteriormente la tensione.


Una mobilitazione che punta al riconoscimento del lavoro

La protesta coinvolge complessivamente circa 300mila lavoratori, impegnati ogni giorno nel garantire servizi essenziali. La mobilitazione del 17 aprile rappresenta un passaggio chiave per riportare al centro il tema del riconoscimento economico e professionale, in un settore considerato strategico per la tenuta del sistema sanitario.


Il nodo del lavoro nella qualità dell’assistenza

Il confronto resta aperto ma segnato da una distanza profonda tra le parti. Al centro della questione c’è il rapporto tra sostenibilità economica e qualità dei servizi: senza un adeguato riconoscimento del lavoro, il rischio è compromettere la qualità dell’assistenza e l’equilibrio dell’intero sistema.


REDAZIONE AISI

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