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Sanità 2026, più risorse ma personale in crisi: il vero nodo resta l’emergenza professionisti

  • Immagine del redattore: AISI
    AISI
  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La manovra per il 2026 porta nuove risorse al sistema sanitario, con un incremento di 2,4 miliardi che spinge il Fondo sanitario a quota 143 miliardi. Un aumento che rafforza alcuni capitoli di spesa, in particolare farmaceutica e prevenzione, ma che non risolve le criticità strutturali legate al personale.


Aumenti limitati e assunzioni ridotte

Sul fronte delle retribuzioni sono previsti incrementi contenuti. I medici potranno contare su circa 3.000 euro lordi annui in più, pari a circa 230 euro al mese, mentre per gli infermieri l’aumento si attesta intorno a 1.630 euro lordi annui, circa 125 euro mensili. Anche il piano assunzionale appare ridimensionato: rispetto alle ipotesi iniziali, si prevede l’ingresso di circa 7.000 nuovi operatori, tra cui 6.300 infermieri e circa 1.000 medici, finanziati con 450 milioni a partire dal 2026.


Farmaceutica e dispositivi: più margini di spesa

Tra le misure più rilevanti si segnala l’aumento del tetto della spesa farmaceutica, con un incremento complessivo di oltre 400 milioni, che porta la quota al 15,65% del Fondo sanitario. Contestualmente, cresce anche il tetto per i dispositivi medici, con un aumento di circa 280 milioni. Viene inoltre eliminato il payback sulla spesa convenzionata, alleggerendo il carico sulle aziende.


Riduzione dei fondi per innovativi e nuovi equilibri

L’incremento della spesa farmaceutica è compensato da una riduzione del fondo per i farmaci innovativi, che scende da 1,3 miliardi a 1,16 miliardi annui. Una scelta che ridefinisce gli equilibri interni alla spesa sanitaria, senza incidere direttamente sulla questione del personale.


Liste d’attesa e ruolo del privato accreditato

Per affrontare il problema delle liste d’attesa, viene ampliato di un punto il tetto di spesa per l’acquisto di prestazioni dal privato accreditato. Una misura che punta ad aumentare l’offerta nel breve periodo, ma che non interviene sulle cause strutturali della domanda insoddisfatta.


Deroghe e semplificazioni sul personale estero

Viene prorogata fino al 2029 la possibilità di impiegare professionisti sanitari provenienti da Paesi extra Ue con procedure semplificate. Una soluzione introdotta durante l’emergenza Covid e confermata nel tempo, ma che continua a sollevare interrogativi sulla sostenibilità e sulla qualità del sistema.


Investimenti su prevenzione e servizi territoriali

Tra le priorità emergono anche gli investimenti sulla prevenzione, con 80 milioni destinati alla salute mentale e circa 240 milioni per gli screening oncologici. Inoltre, vengono stanziati 50 milioni annui per stabilizzare la farmacia dei servizi, ampliando l’offerta di prestazioni di base sul territorio.


La crisi delle professioni come nodo irrisolto

Nonostante l’aumento delle risorse, resta aperta la questione centrale: la crisi delle professioni sanitarie. Senza un rafforzamento significativo del personale e condizioni di lavoro più attrattive, il rischio è che gli interventi economici non siano sufficienti a garantire la tenuta del sistema.


REDAZIONE AISI

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