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SANITA’, INFERMIERI BERSAGLIO DI UNA SPIRALE DI VIOLENZA SENZA PRECEDENTI. NEL 2025 OLTRE 130MILA AGGRESSIONI. NURSING UP INCHIODA LE AZIENDE:  “L’ARTICOLO 2087 DEL CODICE CIVILE E IL D.LGS 81/08 VI I

  • Immagine del redattore: Giuseppe Faraci
    Giuseppe Faraci
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 4 min

IL SINDACATO PRONTO A CHIEDERE UN DOSSIER AL MINISTERO DELL'INTERNO: "QUALI OSPEDALI CON BACINI OLTRE I 100MILA ABITANTI HANNO UN PRESIDIO DI POLIZIA H24? FUNZIONANTE SETTE GIORNI SU SETTE?”.


ROMA 15 APR 2026 – Il 2025 segna il punto di non ritorno per la sicurezza degli infermieri italiani. Secondo le analisi elaborate dal Nursing Up (incrociando dati Cease-It degli ultimi due anni), le aggressioni registrano un incremento netto del 4% rispetto all’anno precedente, trend che si conferma anche nei primi mesi del 2026, superando la soglia shock di 130.000 episodi

Un numero che scoperchia il vaso di Pandora del sommerso e che oggi il sindacato utilizza come prova documentale per richiamare le Aziende Sanitarie alle proprie responsabilità legali.


I NUMERI DELLA VERGOGNA: L'ANALISI DEL SOMMERSO

La disparità tra le denunce ufficiali e la realtà dei reparti è un dato oggettivo che nasconde un'emergenza sistemica. I dati istituzionali dell’ONSEPS (Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie del Ministero della Salute) e dell’INAIL cristallizzano circa 18.000 episodi formali annui (numero basato sulle denunce effettive di violenze fisiche perpetrate ai danni dei professionisti sanitari), rilevando che gli infermieri rappresentano la categoria più colpita (64% dei casi). Tuttavia, la ricerca scientifica internazionale, guidata dall’autorevole studio CEASE-IT (Università di Genova e altri sette atenei), dimostra che la denuncia formale è solo la punta dell'iceberg: viene infatti denunciato formalmente solo un episodio su otto.


Incrociando queste evidenze, le analisi rivelano una massa critica reale di oltre 130mila aggressioni nel 2025 tra denunce ufficiali e il drammatico sommerso, oltre 5mila in più rispetto all’anno precedente. Questa cifra non descrive un evento sporadico, ma una densità di rischio insostenibile che grava soprattutto sul personale di front-line. La natura del fenomeno è chiara: la stragrande maggioranza di questi eventi (oltre l'80%) è costituita da violenza verbale, minacce e intimidazioni che, pur non finendo nei flussi INAIL, demoliscono la tenuta psicologica dei professionisti. È un ecosistema di violenza dove l'insulto precede quasi sempre l'attacco fisico, creando un clima di "allerta rossa" permanente.


L’ANALISI DELL’INCREMENTO DEL 4%: SCAVIAMO A FONDO NEI DATI

L’incremento del 4% rilevato tra il 2025 e i primi mesi del 2026 è la sintesi di un'analisi basata sull'incrocio di indicatori certi:

  1. Dati monitoraggio Agenas e Ministero della Salute: l’aggravarsi del sovraffollamento dei Pronto Soccorso, associato a incrementi fino al 15% del rischio di eventi avversi nelle fasi di saturazione, agisce da catalizzatore della violenza

  2. Incident Reporting aziendale: i sistemi di segnalazione interna mostrano un picco di minacce gravi che, pur non producendo sempre infortunio fisico, certificano un ambiente di lavoro degradato.

  3. Carenza organica e sanità di prossimità inesistente: il deficit di personale, accanto alla carenza cronica della sanità territoriale, riduce i filtri all'ingresso dei pronto soccorsi, su cui pendono affilatissime spade di Damocle. Il carico spropositato dei pazienti nei reparti di emergenza-urgenza pesa come un macigno sugli infermieri, soli e isolati, aumentando l'esposizione al rischio.


IL DOSSIER AL MINISTERO DELL'INTERNO: L’URGENZA DEI PRESIDI DI POLIZIA

Nursing Up annuncia l'avvio di una  richiesta di dossier ispettivo al Ministero dell'Interno. È indispensabile fare chiarezza sulla reale copertura dei presidi di pubblica sicurezza all'interno dei nosocomi italiani. Il sindacato chiede di conoscere ufficialmente quali e quanti ospedali che coprono bacini di utenza superiori a 100.000 abitanti possiedano attualmente un presidio di polizia attivo h24, sette giorni su sette


La presenza delle Forze dell'Ordine non può essere un privilegio a macchia di leopardo, ma deve diventare un requisito standard di sicurezza per tutte le strutture ad alto afflusso, dove la tensione sociale e il sovraffollamento rendono gli infermieri facili bersagli.


L’AREA NORMATIVA NON MENTE: LE RESPONSABILITÀ DELLE AZIENDE

Il Presidente De Palma è categorico: "Le Aziende non possono più invocare la fatalità". La nostra battaglia si fonda su  pilastri normativi chiari:

  • Articolo 2087 del Codice Civile: Impone al datore di lavoro l'obbligo di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

  • D.Lgs. 81/08 (Testo Unico Sicurezza): L'Articolo 28 obbliga a valutare tutti i rischi, inclusi quelli legati allo stress e alle aggressioni esterne. Un DVR (Documento Valutazione Rischi) che non tiene conto della realtà dei 130.000 episodi nel 2025 è un documento incompleto.

  • Cassazione (sentenza n. 14566/2017): Ribadisce l'obbligo di protezione. Se l'Azienda non prova di aver adottato misure idonee e proporzionate al rischio reale, è chiamata a rispondere dei danni subiti dal dipendente.


IL DRAMMA DEL TRAUMA CLINICO (PTSD)

L'impatto di questa violenza è devastante: oltre un infermiere su sei (17%) sviluppa sintomi da Stress Post-Traumatico (PTSD) come conseguenza diretta dei traumi subiti. Le indagini EFN (European Federation of Nurses Associations) confermano che l'incidenza in Italia è superiore alla media europea, sintomo di un sistema di protezione che deve essere radicalmente riformato.


NURSING UP PERENTORIO: BASTA NORMALIZZARE LA VIOLENZA

"Non tollereremo più la 'normalizzazione' del rischio: l'aggressione non è una componente del mestiere, ma un fallimento organizzativo", conclude De Palma. "Chiediamo l'applicazione rigorosa delle norme esistenti , per la tutela del personale sanitario. Porteremo, come abbiamo fatto in passato, ogni omissione davanti ai giudici: la sicurezza di chi cura è un obbligo di legge inderogabile, non un optional di bilancio".


REDAZIONE AISI

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