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Nuovo Piano Nazionale di Cronicità: in netto aumento le "patologie dell'invecchiamento".

Le strutture sanitarie private, sia accreditate che pure, giocano un ruolo sempre più importante per snellire i carichi di lavoro del nostro SSN e prendere così in cogestione i malati cronici che necessitano di professionalità sempre più specializzate e strumenti all'avanguardia di cui senza dubbio le imprese sanitarie private dispongono.



Non possiamo nasconderci: occorre investire sul talento e sulle competenze che abbiamo a disposizione nelle nostre strutture pubbliche e private, serve, in particolar modo, per il nostro SSN, un radicale piano di assunzioni di professionisti dell'assistenza da Nord a Sud.

E' necessario fare in modo che i concorsi non finiscano in parte deserti a causa delle poco allettanti offerte sanitarie, dal momento che, in particolar modo gli infermieri dell'assistenza domiciliare, sono e saranno da qui ai prossimi anni, come detto, la figura chiave di cui avremo bisogno, di cui le famiglie con l'aumento dei malati cronici, legato al costante invecchiamento della popolazione, necessitano nella quotidianità. 

E ' anche per questa ragione che la sanità privata, sia pura che accreditata, avrà un ruolo sempre più importante, per snellire i carichi di lavoro del pubblico, al di fuori degli ospedali, e contribuire a cogestire, accanto al Servizio Sanitario Nazionale, le crescenti patologie croniche.


Diabete e obesità in aumento

Dal 1990 al 2019, il numero di persone di età pari o superiore a 65 anni colpite dal diabete di tipo 1 è aumentato, passando da 1,3 milioni a 3,7 milioni. Tuttavia, i tassi di mortalità sono diminuiti del 25%, passando da 4,7 a 3,5 per 100mila abitanti. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio condotto dagli scienziati della Shenzhen University Medical School, Cina, i cui risultati sono stati pubblicati sul British Medical Journal. Nel lavoro i ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti dal Global Burden of Disease and Risk Factors Study 2019, un’indagine volta a valutare la prevalenza del diabete, i decessi e gli anni di vita compromessi dalla malattia per la popolazione di età superiore a 65 anni, proveniente da 204 paesi diversi.

In netto aumento anche l'obesitò, in particolar modo infantile, con picchi del 30%.


Prime indiscrezioni sul nuovo Piano Nazionale Cronicità: sarebbe pronto per essere licenziato dalla Direzione Generale Programmazione del Ministero della Salute. 

Accanto alle dieci patologie croniche previste dal Piano del 2016, oggetto di intesa Stato-Regioni, dagli uffici diretti dal professor Americo Cicchetti ne figurano ora altre tre per un totale di circa 7,6 milioni di potenziali nuovi pazienti: obesità (4 milioni di pazienti, molti con altre co-morbidità), endometriosi (circa 3 milioni di donne affette) ed epilessia (600 mila casi circa). 

Si allarga così il bacino dei cronici, tenendo anche presente che sono malati cronici quasi metà dei 24 milioni di anziani italiani over 65. Ma ancora una volta, come 8 anni fa, non viene per ora menzionata alcuna copertura per garantire il diritto alla presa in carico di questi e degli altri pazienti.


Sulle patologie croniche inquadrate, quattro per l’età evolutiva e sei per gli adulti (malattia renale cronica, artriti, Crohn e coliti ulcerose, insufficienza cardiaca, Parkinson e Bpco), il Piano valuta le criticità assistenziali e indica alle Regioni obiettivi generali e specifici, linee di intervento, regole per monitorare i risultati attesi.

Inoltre, opera per piani diagnostico-terapeutici assistenziali nei quali i pazienti sono stratificati secondo cinque livelli di gravità e bisogni: dalla monocronicità trattata con successo dal medico di famiglia (preceduta da un livello zero, i “non pazienti”) fino alla terminalità.

Il percorso culmina nell’adozione di un patto di cura medico-paziente da formalizzarsi in un Piano Assistenziale Individuale. Rispetto ad otto anni fa, la differenza è dovuta al fatto che intanto è stato varato in Italia il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che finanzia con 2,72 miliardi di fondi europei l’assistenza domiciliare integrata: obiettivo, la presa in carico nella “casa come primo luogo di cura" entro il 2026 del 10% di tutti gli anziani over 65, cioè poco meno di metà dei cronici che si dichiarano sintomatici. E ci sono finanziamenti per Fascicolo sanitario e soprattutto Telemedicina.


Nel 2022 il decreto 77 del Ministero della Salute sugli standard dell’assistenza territoriale ha istituito, nelle "Case di comunità –hub", una per distretto, i Punti unici di accesso all’assistenza, dove avvengono le valutazioni multidimensionali individuali.

I finanziamenti del PNRR consentono inoltre di collegare ai percorso diagnostico-terapeutico l’apporto di forme di telemedicina, e di implementare referti e dati presenti nei fascicoli sanitari elettronici. Al momento però, a differenza che nel Piano Oncologico (PON) o in quello per le malattie rare (PNRM), i finanziamenti latitano. Ulteriore nodo, la carenza di personale. Rispetto a 8-10 anni fa, mancano all’appello 9 mila medici di famiglia e preoccupa il saldo negativo tra nuovi infermieri e pensionamenti che genera a conti fatti una carenza di quasi 20 mila unità: quasi tutte da schierare sul territorio.


REDAZIONE AISI



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