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Lea, tariffario specialistica ambulatoriale: le strutture sanitarie private apprezzano l'impegno del Governo nel rinvio a gennaio 2025



Il nuovo Piano di abbattimento delle liste di attesa, con il Decreto Misure Urgenti entrato da qualche giorno in Gazzetta Ufficiale, rimane oggetto di delicate e doverose valutazioni, alla luce della spinosa crisi del nostro sistema sanitario e dell'indispensabile necessità di ricostruire, rilanciare ed elevare la qualità sia del pubblico che del privato.

Nella speranza che le politiche sanitarie si rivelino finalmente efficienti, nell'interesse dei professionisti e dei cittadini, in particolare i soggetti più fragili, ci si interroga doverosamente anche sul presente e sul futuro di quelle strutture sanitarie private accreditate e private pure, che rivestono un ruolo non meno importante, alla luce dei percorsi di specializzazione che sono in grado di offrire e dell'indubbia interazione con la sanità pubblica che possono garantire, snelllendo i carichi di lavoro degli ospedali.

Parliamo del delicato tema del tariffario di specialistica ambulatoriale.


E' noto infatti che è stata procrastinata al primo gennaio 2025 l'applicazione del nuovo tariffario di specialistica ambulatoriale.

La decisione è giunta a margine della Conferenza Stato-Regione, dopo tanti mesi di attesa e di timore. Inizialmente, il nuovo nomenclatore che recepisce l'aggiornamento dei Lea in attuazione del Dpcm del 12 gennaio 2017, avrebbe dovuto entrare in vigore lo scorso 1° gennaio. L'Ufficio di Gabinetto del Ministero della Salute stabilì successivamente di prorogare al 1° aprile l'attivazione del nuovo tariffario, stessa data già prevista per l'assistenza protesica. 


Attivazione che slitterà nuovamente in seguito alla Conferenza Stato Regione: "Tale importante provvedimento, che dimostra una presa di coscienza da parte del Ministro della Salute Schillaci, consente di salvare non soltanto gli ospedali pubblici, ma anche le strutture sanitarie private convenzionate - accreditate, i laboratori e poliambulatori privati convenzionati - accreditati, le cliniche private e gli ospedali autorizzati convenzionati - accreditati, capillarmente distribuiti su tutto il territorio nazionale".


La sanità italiana, soprattutto quella delle regioni del sud Italia, in piano di rientro, possono trarre un sospiro di sollievo perché rappresenta una vittoria soprattutto per la tutela della salute delle fasce più deboli e dei malati cronici, perché consente di continuare a offrire sul territorio un servizio di qualità.

Il Sottosegretario di Stato al ministero della Salute, Marcello Gemmato, ha mostrato ampia disponibilità al confronto e un concreto impegno per la delicata questione. L’onorevole ha mostrato di comprendere la reale situazione del Paese e di avere il coraggio di far prendere le decisioni migliori per la tutela e la salvaguardia della salute dei cittadini italiani”.


REDAZIONE AISI

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