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Integratore anti-colesterolo, 81 morti sospette in Giappone: cosa sappiamo?

L'ingrediente tossico e l'esportazione del prodotto: le notizie in arrivo dal Sol Levante non sono confortanti. Rischio intossicazioni anche in Europa?

La società giapponese Kobayashi Pharmaceutical ha annunciato che sta esaminando i casi di altri 76 decessi potenzialmente legati ai suoi integratori alimentari anti-colesterolo contenenti riso rosso fermentato, uno scandalo sanitario clamoroso nel Paese da diversi mesi.


Durante un precedente aggiornamento sull'argomento ad aprile, Kobayashi aveva segnalato cinque decessi potenzialmente legati ai suoi prodotti, che da allora sono stati ritirati dal mercato.

Molte persone che avevano consumato questi integratori alimentari sono state ricoverate in ospedale, ben 166.


“Le cause dei decessi devono ancora essere verificate dai medici”, ha dichiarato il 28 giugno all’Afp un funzionario del ministero della salute giapponese.


Secondo la Kobayashi Pharmaceutical, i suoi integratori a base di riso rosso fermentato – noto come beni kōji – riducono in modo naturale il colesterolo, anche se da alcuni studi è emerso che sono potenzialmente nocivi per fegato e reni.

“Sembra che in alcuni casi il consumo dei nostri integratori produca effetti negativi indiretti sulla salute delle persone, soprattutto se affette da altre patologie”, ha ammesso in un comunicato l’azienda.

L’azienda ipotizza che decessi e ricoveri siano legati alla presenza di acido puberulico, una sostanza tossica prodotta naturalmente da una muffa.


Crollo del 22 per cento in borsa

A marzo la Kobayashi Pharmaceutical, che ha sede a Osaka, aveva ritirato dal commercio tre tipi di prodotti incriminati.

Tuttavia, l’azienda aveva ricevuto segnalazioni di problemi renali potenzialmente legati al consumo dei suoi integratori già a gennaio.

Dall’inizio dell’anno il titolo dell’azienda ha perso il 22 per cento del valore alla borsa di Tokyo.


L'azienda e il blando controllo qualità 

Fondata nel 1919, Kobayashi Pharmaceutical produce una varietà di integratori e prodotti per la salute ed è conosciuta anche all'estero. Secondo gli analisti del settore i controlli di qualità degli integratori, che in Giappone sono disciplinati da una normativa del 2015, sono considerati più blandi rispetto alle rigide norme sui farmaci con prescrizione medica, e in molti casi non sono sottoposti a screening statali accurati


Le esportazioni dell'integratore: rischio diffusione

Gli integratori a base di "beni-koji" sono stati venduti anche all'estero. Ecco perché c'è il rischio che le criticità possano estendersi anche nei Paesi vicini. La casa farmaceutica ha infatti detto di aver venduto i prodotti a base di riso rosso anche ad altre 50 aziende in Giappone e a due a Taiwan. Queste ultime hanno ritirato preventivamente 154 prodotti sospetti dopo l'allarme, come dichiarato dalle autorità sanitarie dell'isola e al momento non sono state segnalate né morti né malattie legate all'assunzione degli integratori.


REDAZIONE AISI

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