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Ecco il nuovo laboratorio Ism a Verona: il futuro delle cure è nella tecnologia avanzata

Dal bracciale elettronico che monitora le funzioni motorie dei pazienti con Parkinson e invia i dati in tempo reale al medico, favorendo così il controllo del decorso della malattia, alle nanoparticelle che “trasportano” un farmaco in un determinato punto dell’organismo con una precisione mai raggiunta prima, limitandone gli effetti collaterali. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul nuovo laboratorio sperimentale Ism di Verona.

 

Si studiano, si testano e si migliorano innovazioni tecnologiche con un potenziale enorme per la sanità all’interno del nuovo laboratorio dell’Università di Verona battezzato Ism, Ignegneria dei sistemi medicali.




Si chiama ISM ed è il nuovo laboratorio di Ingegneria dei sistemi medicali dell’università di Verona nato nell’ambito del dipartimento di Ingegneria per la medicina di innovazione dopo l’esperienza maturata con il laboratorio ICE, Industrial computer engineering.


Il centro è il fiore all’occhiello del Dimi (il Dipartimento di Ingegneria per la Medicina di innovazione istituito nel 2023 per integrare l’ingegneria alla scienza medica) e si trova in via Santa Teresa, ospitato temporaneamente negli spazi di un altro laboratorio per il trasferimento tecnologico (l’Ice, Industrial Computer Engineering) in attesa del trasloco nell’edificio Biologico 3 di Borgo Roma, attualmente in costruzione.


È stato inaugurato questa mattina dal rettore Pier Francesco Nocini, presenti il direttore del Dimi Michele Milella, il direttore dell’Ice Franco Fummi e il presidente del collegio didattico di Ingegneria Graziano Pravadelli, oltre ai docenti e ricercatori che portano avanti progetti di chirurgia robotica, neurofisiologia, nanomedicina, realtà virtuale in medicina e così via.


Si tratta, è stato spiegato, di un laboratorio dimostrativo; in parole povere, di un centro dove, oltre alla ricerca e alla didattica, si sviluppano collaborazioni tra il mondo accademico e quello industriale con l’obiettivo di trasformare la conoscenza generata dalla ricerca scientifica in concrete applicazioni per le imprese e il mercato.


Un esempio riguarda la messa a punto di strumenti diagnostici più efficienti grazie all’uso della realtà virtuale, che può essere usata per ricostruire il modello anatomico del paziente a partire dall’immagine della sua risonanza magnetica per individuare con maggiore precisione la posizione di un tumore. Un altro, l’introduzione di nuove tecnologie nei robot chirurgici affinché eseguano autonomamente alcune procedure semplici in sala operatoria, così da ridurre le liste d’attesa.


Nel nuovo laboratorio, che sarà collocato a Borgo Roma, nei Biologici 3, troveranno spazio sistemi intelligenti per il medicale, oggi accolti negli spazi universitari di via Santa Teresa 12. Tra questi: sensori indossabili e wireless sensing, chirurgia robotica, esoscheletri, neurofisiologia e neuroimaging, fisica per la nanomedicina, realtà virtuale in medicina, elaborazione di immagini posturali, e segmentazione di immagini biomedicali. 


«Qui puntiamo alla convergenza tra Industria 4.0 e Medicina 4.0. Grazie a questo connubio, formeremo medici che sapranno interagire con i sistemi intelligenti e ingegneri che sapranno progettare quei sistemi», ha detto Nocini. «Questo processo sembra incentrato sulla tecnologia, in realtà rimette la persona, ricercatore o paziente, al centro delle nostre attività, ampliando e aumentando le capacità umane», ha sottolineato Milella.


REDAZIONE AISI

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