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Infezioni respiratorie ancora elevate: influenza in risalita, Sars-CoV-2 in calo secondo l’Iss

  • Immagine del redattore: AISI
    AISI
  • 16 nov 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

L’andamento delle infezioni respiratorie acute in Italia rimane su livelli elevati, pur in un contesto di stabilità. Nel monitoraggio settimanale RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, relativo al periodo 3-9 novembre, vengono stimati 435 mila nuovi casi, pari a 7,64 casi per mille assistiti, con un totale di 1,7 milioni dall’avvio della stagione. L’incidenza più alta riguarda i bambini tra 0 e 4 anni, che superano i 23 casi per mille, mentre l’intensità complessiva resta bassa in tutte le regioni. L’Iss segnala che la transizione metodologica da Ili ad Ari non consente confronti diretti con gli anni precedenti.


La circolazione dei virus

Sul fronte virologico, la quota di positivi all’influenza mostra una crescita moderata, mentre scende il tasso riferito al Sars-CoV-2 e rimane contenuta la diffusione del virus respiratorio sinciziale. I patogeni più frequenti continuano a essere i rhinovirus, che rappresentano il 15,6% dei campioni analizzati. Seguono i virus influenzali (7,3%), il Sars-CoV-2 (6,7%) e gli adenovirus, stabilmente presenti su valori bassi.


La situazione negli ospedali

Il quadro ospedaliero rispecchia quanto osservato nella comunità, con i rhinovirus ancora predominanti. Per il Covid-19, l’incidenza maggiore si registra tra gli over 65, fascia che continua a rappresentare la componente più fragile. Le strutture sanitarie evidenziano inoltre una circolazione influenzale ancora eterogenea: nella comunità cresce la presenza del ceppo A(H3N2), mentre nei reparti ospedalieri la distribuzione dei ceppi è attualmente divisa tra A(H1N1)pdm09 e A(H3N2). L’Iss precisa che il numero dei campioni è ancora troppo ridotto per individuare tendenze stagionali consolidate.


Le indicazioni sanitarie

Alla luce del quadro epidemiologico, l’Istituto richiama l’attenzione sulle campagne vaccinali rivolte a fragili, over 60 e persone con patologie. L’evoluzione dell’attuale stagione respiratoria dipenderà anche dalla capacità di raggiungere in modo capillare le categorie più esposte, limitando l’impatto clinico dei virus circolanti.


REDAZIONE AISI

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