Infermieristica, nuove lauree specialistiche e competenze operative più ampie
- AISI

- 4 giorni fa
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Tre percorsi magistrali per rafforzare l’assistenza
La sanità italiana si prepara a un cambio di passo sul ruolo degli infermieri. In Senato della Repubblica è in discussione il provvedimento che introduce tre nuove lauree magistrali cliniche biennali riservate agli infermieri, pensate per rafforzare l’assistenza territoriale e rispondere a bisogni sempre più complessi.
Le nuove figure previste dal decreto
Lo schema di decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, che modifica le classi di laurea delle professioni sanitarie, prevede l’attivazione di tre percorsi: infermiere di famiglia e di comunità per le cure primarie, specialista in area critica ed emergenza-urgenza e infermiere esperto nelle cure neonatali e pediatriche. L’avvio potrebbe avvenire a partire dal 2027, con l’obiettivo di creare profili ad alta competenza clinica.
Risposta a cronicità, territorio e Pnrr
Le nuove lauree sono pensate per affrontare invecchiamento della popolazione, aumento delle patologie croniche e rafforzamento dell’assistenza territoriale, in coerenza con le linee del Pnrr. L’impostazione punta a integrare formazione avanzata e responsabilità clinico-assistenziali, superando modelli organizzativi non più adeguati.
Prescrizioni assistenziali legate alla cura
Il nodo più delicato riguarda le competenze prescrittive. Il testo non apre alla prescrizione di farmaci né ad atti diagnostici, che restano di competenza medica, ma prevede che gli infermieri con laurea magistrale specialisticapossano prescrivere presidi sanitari, ausili, dispositivi e trattamenti assistenziali direttamente collegati al processo di cura infermieristica, come materiali per medicazioni, dispositivi per l’incontinenza o presidi per stomie.
Meno burocrazia e più continuità delle cure
L’obiettivo dichiarato è rendere coerente responsabilità clinico-assistenziale e atto prescrittivo, riducendo passaggi amministrativi e migliorando la continuità dell’assistenza, soprattutto nei percorsi territoriali e domiciliari. La prescrizione assistenziale viene quindi inquadrata come strumento operativo, non come sovrapposizione di competenze.
Il passaggio parlamentare decisivo
Per rendere pienamente operative le nuove funzioni sarà necessario un intervento normativo specifico, che potrebbe essere inserito nella delega di riforma delle professioni sanitarie attualmente all’esame del Parlamento. Il confronto istituzionale si inserisce nel quadro più ampio della carenza di personale sanitario e della necessità di valorizzare le competenze non mediche in un Servizio sanitario nazionale sotto pressione.
REDAZIONE AISI



