I dati dimostrano che il privato non è un ripiego ma una risposta strutturale: 46,4 miliardi di spesa privata nel 2024 (+7,7%) e oltre il 47% su specialistica e diagnostica_3Apr
- AISI

- 3 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
“DOPO IL REFERENDUM, LA POLITICA TORNI A CONCENTRARSI SULLE PRIORITÀ DEL SISTEMA SALUTE. LA QUALITÀ DELLE CURE IN UN PAESE CHE INVECCHIA OGNI GIORNO DI PIÙ NON PUÒ ATTENDERE”.

SACCOMANNO – ONESTI – VIVALDI: “I NUMERI PARLANO CHIARO: 46,4 MILIARDI DI SPESA PRIVATA NEL 2024 (+7,7%) E OLTRE IL 47% SU SPECIALISTICA E DIAGNOSTICA. UNA SCELTA CONSAPEVOLE SU CUI COSTRUIRE L’EQUILIBRIO DEL SISTEMA”.
«I dati dimostrano che il privato non è un ripiego ma una risposta strutturale: servono finalmente regole chiare, sostenibilità economica e integrazione reale per garantire qualità, sicurezza e accesso alle cure».
ROMA, 3 APRILE 2026 – Concluso il passaggio referendario, i vertici di AISI richiamano l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di riportare con urgenza la sanità al centro dell’agenda politica, partendo da un dato ormai evidente: la crescita della domanda verso il sistema privato rappresenta una trasformazione strutturale del comportamento dei cittadini.
A questo andamento contribuisce anche la crescente diffusione di coperture assicurative sanitarie, sempre più adottate dalle nuove generazioni di lavoratori dipendenti e da numerosi professionisti. Si tratta di strumenti che consentono di sostenere i costi delle prestazioni e che, pur non rappresentando l’unico fattore, stanno incidendo in modo significativo sull’orientamento dei cittadini verso il sistema privato, facilitando l’accesso a percorsi di cura più rapidi e programmabili.
Nel 2024 la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie ha raggiunto i 46,4 miliardi di euro (+7,7%), con oltre il 47% concentrato su specialistica e diagnostica. Un dato che porta la spesa pro capite a circa 1.115 euro, superiore alla media OCSE (906 euro), e che riflette una scelta sempre più orientata a qualità, accesso e tempi certi.
Questa dinamica non è un caso, ma si sviluppa in un contesto ancora segnato da criticità rilevanti nell’accesso alle prestazioni: oltre 4 milioni di prestazioni in attesa, circa 24 milioni di cittadini che hanno rinunciato o rinviato almeno una cura e circa 200.000 prestazioni ancora in attesa di definizione amministrativa. Numeri che evidenziano la necessità di un riequilibrio complessivo del sistema e che confermano come il contributo del privato debba essere valorizzato e messo al centro delle politiche sanitarie.
LA DOMANDA CHE CAMBIA: UNA BASE SU CUI COSTRUIRE
La crescita della sanità privata non è un’anomalia, ma la conseguenza diretta di una domanda che evolve. L’incremento stimato tra il +8% e il +10% dei cittadini che si rivolgono direttamente al privato conferma un orientamento sempre più consapevole verso soluzioni che garantiscano tempi certi e continuità delle cure.
«Non siamo di fronte a uno spostamento occasionale – dichiara la presidente Karin Saccomanno – ma a un cambiamento strutturale. I cittadini cercano qualità, accessibilità e sicurezza. Questo dato deve essere letto come un punto di partenza per costruire un sistema più efficiente e integrato».
REGOLE CHIARE, STESSA QUALITÀ PER TUTTI
I nodi da risolvere nel comparto restano rilevanti e rappresentano da anni uno degli ambiti di maggiore attenzione per AISI. L’Associazione ribadisce la necessità di un quadro normativo coerente e uniforme, in cui prestazioni sanitarie identiche siano soggette agli stessi requisiti autorizzativi, organizzativi e professionali.
«Il sistema sanitario ha bisogno di trasparenza e coerenza – sottolinea Saccomanno –. La qualità delle cure e la sicurezza dei cittadini devono rappresentare un riferimento unico su tutto il territorio nazionale».
TARIFFE E COSTI REALI: IL NODO DELLA SOSTENIBILITÀ
Uno dei punti più urgenti riguarda il nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale. Negli ultimi anni i costi operativi hanno registrato incrementi significativi: picchi energetici fino a +60%, aumento dei costi tecnologici e delle forniture, crescita del costo del lavoro sanitario.
«Tariffe ad oggi non coerenti con i costi reali – afferma il direttore generale Giovanni Onesti – rischiano di comprimere l’offerta proprio mentre la domanda cresce. Senza un adeguamento realistico, si indebolisce la capacità del sistema di garantire prestazioni tempestive».
IL PARADOSSO DA RISOLVERE
A fronte di una domanda in crescita e di un contributo sempre più rilevante del privato – che già oggi copre circa il 40% delle prestazioni ambulatoriali – il sistema continua a operare in condizioni di equilibrio fragile.
«Se non si interviene su tariffe, regole e capacità erogativa – evidenzia il segretario generale Fabio Vivaldi – il rischio è quello di non riuscire a sostenere nel tempo una domanda che è già reale e in aumento. La sanità deve essere governata come un sistema unico, con responsabilità condivise e strumenti adeguati».
TRASPARENZA E GOVERNANCE: UNA QUESTIONE DI SISTEMA
In un comparto che vale oltre 130 miliardi di euro annui, diventa fondamentale garantire chiarezza nei criteri di allocazione delle risorse e coerenza tra programmazione e bisogni reali dei cittadini.
AISI richiama la necessità di una governance più trasparente e verificabile, capace di valorizzare tutte le componenti del sistema e di ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure.
LA SALUTE TORNI PRIORITÀ NAZIONALE. PUBBLICO E PRIVATO SIANO LE DUE FACCE DELLA STESSA REALTÀ, DA RILANCIARE E RISANARE
AISI ribadisce il proprio ruolo apartitico e istituzionale e richiama la necessità di risposte immediate, concrete e verificabili. In una fase in cui si chiedono ai cittadini fiducia e responsabilità su scelte di sistema, diventa imprescindibile dimostrare, con atti chiari e tempestivi, la capacità di affrontare con serietà le criticità reali del Paese.
Tra queste, la sanità rappresenta la priorità più urgente e strategica, perché incide direttamente sulla sicurezza, sulla qualità della vita e sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Rimettere la salute al centro dell’azione politica e amministrativa non è più rinviabile. Il diritto alla cura deve tornare ad essere un pilastro concreto dell’agenda nazionale, sostenuto da decisioni efficaci e da una visione coerente del sistema.
