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Farmaci, l’Europa cambia rotta: priorità alla produzione interna per evitare carenze

  • Immagine del redattore: AISI
    AISI
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

L’Unione europea decide di intervenire in modo strutturale sulla sicurezza dei farmaci. Il Parlamento europeo ha approvato con un’ampia maggioranza la propria posizione sulla nuova legge sui medicinali critici, aprendo la strada a un cambio netto di strategia: meno dipendenza dall’estero e più produzione in Europa per garantire continuità di cure ai pazienti.à

Tre scelte chiave per la sicurezza sanitaria

Il testo ruota attorno a tre decisioni operative: rafforzare la produzione farmaceutica europeacambiare le regole degli appalti pubblici e coordinare le scorte nazionali. L’obiettivo è evitare che crisi globali, tensioni geopolitiche o blocchi industriali si traducano in carenze di antibiotici, vaccini, insuline e farmaci salvavita.


Arriva il principio del “Compra europeo”

La svolta più politica riguarda gli appalti pubblici. Per i farmaci considerati critici entra un criterio di preferenza per chi produce una parte rilevante del medicinale all’interno dell’UeIl prezzo non sarà più l’unico parametro, ma conteranno anche affidabilità delle forniture e capacità produttiva europea.«La sicurezza dell’approvvigionamento è fondamentale», ha spiegato il relatore del provvedimento, Tomislav Sokol, chiarendo che l’obiettivo è sostenere fornitori stabili e filiere controllabili.


Appalti congiunti più rapidi tra Stati

Per avviare una procedura di acquisto congiunto basterà l’adesione di cinque Paesi, e non più nove. La scelta punta a rendere lo strumento più semplice e utilizzabile, soprattutto per farmaci orfani, antibiotici e terapie innovative ad alto costo, dove il potere contrattuale dei singoli Stati è limitato.


Fondi europei legati a obblighi precisi

Il Parlamento chiede che i fondi Ue sostengano in via prioritaria i progetti industriali strategici localizzati in Europa, sia nel bilancio attuale sia nel prossimo quadro finanziario 2028-2034. Le aziende che riceveranno risorse pubbliche dovranno però garantire priorità di fornitura al mercato europeo, soprattutto nei momenti di crisi.


Scorte coordinate e ruolo centrale della Commissione

Per affrontare le emergenze, viene rafforzato il coordinamento europeo delle scorte nazionali e la possibilità di creare riserve comuni di farmaci critici. In caso di carenze gravi, la Commissione europea potrà intervenire per ridistribuire i medicinali tra gli Stati membri, evitando squilibri e competizioni interne.


Perché l’Europa interviene ora

Alla base della nuova legge c’è una fragilità strutturale: oltre il 50% delle carenze di farmaci nell’Ue è legato a problemi di produzione, spesso dovuti alla dipendenza da principi attivi realizzati quasi esclusivamente fuori dall’Europa, in particolare in Asia. La risposta è una strategia industriale che mira a mettere in sicurezza l’accesso alle cure.


Una scelta che apre il confronto con gli Stati

Il negoziato con il Consiglio Ue non sarà semplice, perché tocca competenze nazionali e bilanci pubblici. Ma il voto del Parlamento manda un segnale politico netto: la salute entra tra le priorità strategiche dell’Unione, al pari di energia e difesa.


REDAZIONE AISI

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