CULTURA (CO-MAI-AISC NEWS): 18 DICEMBRE, GIORNATA MONDIALE DELLA LINGUA ARABA. OLTRE 400 MILIONI DI PERSONE LA PARLANO NEL MONDO. CRESCE IL RUOLO CULTURALE E SOCIALE E DELL’ARABO
- alfredoiannaccone3
- 22 dic 2025
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Aodi: “La lingua araba è identità, dialogo interculturale e strumento concreto di integrazione. L’arabo è tra le cinque lingue più parlate nel mondo”
ROMA – 18 DICEMBRE 2025 – In occasione della Giornata Mondiale della Lingua Araba, che si celebra oggi 18 dicembre, la rete associativa composta da AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia), UMEM (Unione Medica Euromediterranea), Co-mai (Comunità del Mondo Arabo in Italia) e dal Movimento Internazionale UNITI PER UNIRE richiama l’attenzione sul valore storico, culturale e sociale della lingua araba, riconosciuta come una delle principali lingue di comunicazione globale e come pilastro identitario per milioni di persone nel mondo.
A nome delle suddette associazioni e movimenti interviene il Presidente Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista internazionale, divulgatore scientifico ed esperto in salute globale, Direttore dell’AISC_NEWS, membro del Registro Esperti FNOMCeO, quattro volte consigliere dell’OMCeO di Roma, docente dell’Università di Tor Vergata, membro della FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana e dell’Associazione Stampa Romana, iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio.
Una lingua globale, tra storia, cultura e conoscenza
La lingua araba è oggi parlata da oltre 400 milioni di persone ed è lingua ufficiale in più di 25 Paesi, con una diffusione che attraversa Medio Oriente, Nord Africa, Europa e numerose comunità della diaspora. È una lingua che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo della filosofia, della medicina, della matematica, delle scienze e della letteratura, rappresentando nei secoli un ponte tra civiltà e culture diverse.
La Giornata Mondiale della Lingua Araba nasce per valorizzare questo patrimonio linguistico e per promuovere il rispetto della diversità culturale e del multilinguismo come elementi fondamentali per la cooperazione internazionale e la convivenza pacifica.
Lingua araba e comunità arabe in Italia
In Italia vivono centinaia di migliaia di cittadini di origine araba, con comunità radicate da decenni e una presenza significativa di seconde, terze e quarte generazioni. La lingua araba rappresenta per queste comunità un legame profondo con i Paesi di origine, ma anche uno strumento di dialogo con la società italiana.
La rete associativa sottolinea come la valorizzazione della lingua madre non sia in contrapposizione all’integrazione, ma al contrario favorisca percorsi educativi più solidi, una maggiore consapevolezza identitaria e una partecipazione più attiva alla vita sociale, culturale e professionale del Paese. In questo quadro, l’insegnamento e la trasmissione della lingua araba assumono un ruolo centrale soprattutto per le giovani generazioni.
Numeri e cifre della lingua araba nel mondo, in Europa e in Italia
Secondo un’analisi aggiornata delle associazioni e dei movimenti della rete, la lingua araba si conferma una delle principali lingue mondiali per diffusione e impatto culturale. A livello globale è parlata da oltre 330 milioni di persone come prima lingua, con stime complessive di parlanti che superano i 400 milioni tra madrelingua e chi la usa quotidianamente nelle diverse varianti dialettali e standard. L’arabo è lingua ufficiale in oltre 25 Paesi, dal Nord Africa al Medio Oriente, e rappresenta un elemento di identità fondamentale per popolazioni distribuite su un vasto arco geografico.
Nel contesto europeo le comunità arabe e i parlanti di lingua araba costituiscono un fenomeno demografico significativo: si stima che siano oltre 6 milioni le persone di origine araba residenti nel continente, con concentrazioni rilevanti in Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi e Italia.
Statisticamente l’arabo figura come una delle lingue straniere più presenti nei contesti urbani europei, usata non solo dalle famiglie di origine, ma anche come lingua di comunicazione interculturale nelle realtà multietniche.
In Italia, dati recenti evidenziano che l’arabo è tra le prime lingue di origine tra i cittadini stranieri residenti: circa 577.000 persone dichiarano l’arabo come lingua madre, collocandolo tra i principali idiomi di comunità migranti nel Paese.
L’indagine delle associazioni coordinate da Aodi evidenzia inoltre che queste comunità sono presenti con nuclei familiari stabili, una crescente presenza di seconde e terze generazioni e un intreccio sociale che attraversa il sistema educativo, associativo e culturale italiano.
Questi dati consolidano la posizione dell’arabo non solo come lingua di larga diffusione, ma come risorsa di dialogo culturale, sociale ed educativo nelle società multiculturali contemporanee, rafforzando la ragione di celebrare la Giornata Mondiale della Lingua Araba e di sostenere politiche di promozione linguistica, formazione e inclusione.
Informazione multilingue e ruolo dei media
Un contributo importante alla diffusione culturale e al dialogo interculturale è svolto anche dall’informazione. In questo contesto si inserisce l’attività dell’AISC_NEWS, che trasmette contenuti in quattro lingue – arabo, italiano, inglese e francese – affermandosi come una delle principali voci europee delle comunità arabe e del mondo diplomatico. La rete Informazione Senza Confini conta la collaborazione di oltre 450 giornalisti internazionali, rafforzando il pluralismo informativo e la comprensione reciproca tra Paesi e comunità.
Lingua araba e migrazioni: studio, lavoro e competenze nella storia europea recente
Nel ricordare la Giornata mondiale della lingua araba, CO-MAI richiama anche le principali fasi dell’immigrazione dai Paesi arabi in Italia e in Europa, strettamente intrecciate con i percorsi di studio, lavoro e integrazione. «La lingua araba ha accompagnato generazioni diverse di studenti, lavoratori e professionisti, segnando una presenza qualificata e continua nel tessuto sociale europeo».
Una prima fase si colloca tra gli anni Sessanta e la caduta del Muro di Berlino, periodo in cui l’arrivo riguarda prevalentemente studenti provenienti dai Paesi arabi, in particolare iscritti a facoltà come medicina, farmacia, ingegneria e architettura. «Si tratta di una migrazione legata allo studio e alla formazione universitaria, che ha contribuito alla costruzione di competenze oggi pienamente integrate nei sistemi professionali europei».
Dopo il 1989 si apre una seconda fase, caratterizzata soprattutto da flussi migratori dai Paesi del Nord Africa, con una presenza in larga parte legata al lavoro. «È la fase in cui l’immigrazione diventa visibile nei settori produttivi e nei servizi, consolidando una presenza stabile nelle comunità locali».
La terza fase coincide con gli eventi della Primavera araba, che hanno portato in Italia e in Europa soprattutto rifugiati provenienti dai Paesi arabi. «In questo passaggio la lingua araba diventa anche lingua di protezione, accoglienza e diritto, in un contesto segnato da conflitti e instabilità».
Infine, con l’inizio della pandemia, emerge una quarta fase segnata dall’arrivo di professionisti della sanità già laureati nei Paesi di origine, tra cui Tunisia, Egitto, Marocco, Palestina e Siria. «Medici, infermieri e operatori sanitari hanno rappresentato una risorsa concreta per i sistemi sanitari europei, mettendo a disposizione competenze formate nei Paesi di provenienza».
Le riflessioni del Prof. Foad Aodi
“La lingua araba non è solo uno strumento di comunicazione, ma un elemento fondamentale di identità, memoria e appartenenza. Celebrarla significa riconoscere il valore delle comunità che la parlano e il loro contributo alle società in cui vivono”.
“Festeggiare la lingua, come avviene per la lingua italiana all’estero, vuol dire investire sull’insegnamento alle seconde, terze e quarte generazioni, affinché la lingua parlata e scritta resti un ponte vivo con le radici culturali e familiari”.
“L’integrazione vera si costruisce in due direzioni: imparare la lingua del Paese in cui si vive e, allo stesso tempo, mantenere la lingua del Paese di origine. La lingua non deve mai diventare un ostacolo, ma uno strumento di incontro, rispetto e crescita comune”.
Iniziative congiunte, dialogo e integrazione
La rete associativa ribadisce l’importanza di promuovere iniziative congiunte, evitando azioni isolate. La Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, socio fondatore del Movimento UNITI PER UNIRE, è da sempre impegnata in progetti condivisi: oltre il 90% delle iniziative viene realizzato insieme ad altre associazioni, nella convinzione che l’integrazione si costruisca solo attraverso il confronto e la collaborazione.
La Giornata Mondiale della Lingua Araba diventa così un’occasione per rilanciare proposte concrete sul piano educativo, culturale e istituzionale, rafforzando il dialogo interculturale, la convivenza e il rispetto reciproco.
REDAZIONE AISI



